Madonna del popolo
 
Il primo documento che attesta l’esistenza di questa chiesa è datato 1569 e molto probabilmente se ne fa risalire la fondazione alla prima metà del XV secolo. Secondo una pia tradizione la chiesa fu fondata sul luogo dove sostò il carro sul quale venne trasportato nell’anno 1383 il corpo della Beata Panacea da Quarona a Ghemme. Si trattava comunque di una chiesa di ridotte proporzioni e di non grande importanza. Essa fu parzialmente ricostruita ed ampliata dal 1619 al 1629: fu aggiunta la cupola a base ottagonale, sormontata dalla lanterna e il campanile. In seguito al diffondersi della peste prima (1630) e delle ripetute scorrerie delle truppe del Duca di Savoia, i lavori furono sospesi fino al 1644. Nel 1661 nella Chiesa della Madonna del Popolo venivano riposte le reliquie del Martire San Eusebio, provenienti dal cimitero del Calepodio di Roma.
Nell’anno 1705 si decise di ingrandire ulteriormente la chiesa prolungando la navata di circa 12 metri.
Nella Chiesa sono attualmente conservati affreschi del noto pittore romagnanese Tarquinio Grassi. In particolare si ricorda la cupola (1683), l’abside (1692) e 5 tavole ad olio rappresentanti i “quattro Evangelisti” e la “Disputa tra i Dottori”. Sono presenti anche altre opere realizzate nel 1836 dal pittore romagnanese Bartolomeo Tettoni.
Si possono inoltre ammirare l’ambone, realizzato con l’utilizzo di un cippo votivo in marmo bianco risalente al II-III secolo e l’altare comunitario costituito da un sarcofago paleocristiano del V secolo.

Fonti: Carlo Brugo, La Chiesa della Madonna del Popolo in Romagnano Sesia, Romagnano Sesia 1978

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